Città di Castello: Valter Vagnuzzi (Tiferno 1919) “si diventa veri portieri solo con il lavoro”

“Come mai sono venuto al Tiferno 1919? Era una bella opportunità, sapevo che c’era tanta voglia di fare bene, di costruire qualcosa di importante, gran bel progetto. Devo essere sincero? Non ci ho pensato un attimo, ho abbandonato la categoria superiore, l’ho fatto con convinzione!”

E hai lasciato un Lama ora leader in Eccellenza: meteora oppure…

“Il calcio è strano, il gruppo storico è forte e ora si è anche fatto le ossa. In estate hanno fatto due-tre acquisti importanti, sono cresciuti molto, è una squadra che può prendere fiducia. Chissà…”

Non abbiamo ancora detto che l’interlocutore è Walter Vagnuzzi vero? Spero ci perdonerete ma era troppo bello attaccare il pezzo con quel “non ci ho pensato un attimo” che sottolinea quanto sia apprezzato e considerato in giro il progetto della famiglia Bianchi per il calcio tifernate.

Walter Vagnuzzi è il nuovo preparatore dei portieri del Tiferno 1919, voluto nel progetto per affiancare Massimiliano Santececca. Cresciuto nelle giovanili del Città di Castello per poi passare a difendere la porta del Pistrino.

“Ma ho smesso presto – – confessa simpaticamente – e così ho cominciato ad allenare, prima nelle giovanili del Group Castello con i Giovanissimi, poi gli Allievi e poi me ne sono andato a far esperienze altrove, a Montone, Calzolaro, Madonna del Latta e Lama, dove sono stato due anni benissimo! Con Massimiliano siamo stati già insieme a Montone, tra noi c’è un bel rapporto anche di amicizia. Non conoscevo invece la famiglia Bianchi ed è stata una bellissima e graditissima sorpresa. Si è costruito un bel team, un ottimo staff tecnico, anche con Giovanni Petruzzi il rapporto si sta consolidando: ci si diverte ma si fanno ovviamente soprattutto i fatti!”

Siamo all’indomani di altro 2-2 contro il Marra San Feliciano: una sorta di bestia nera…

“Ci sono sempre quel tipo di squadre. Chiarisco subito: sono una bella squadra, non voglio denigrare nessuno, messi bene in campo, ben organizzati. Però noi abbiamo preso 5 tiri in porta e 4 gol in due partite. Noi invece abbiamo fallito gol a raffica, ad un certo punto sembrava di essere su ‘scherzi a parte’. I portieri, sia Marianeschi all’andata che Carmeli al ritorno, hanno fatto parate strepitose, tanto di cappello”.

In arrivo c’è la trasferta in casa della San Marco Juventina. sulla carta sembra abbordabile…

“Non ci casco in questo giochino – allerta Vagnuzzi -, noi abbiamo un obiettivo e sappiamo che dobbiamo mettere tanti mattoncini, senza fretta, ma dobbiamo metterli altrimenti il muro non si fa. Samo consapevoli che dobbiamo andare a fare la gara, ma la prenderemo con le pinze come è giusto che sia. Nessuna gara è facile, siamo fuori casa, è bene sempre mantenere dovuti atteggiamenti, non dobbiamo pensare che avendo giocatori di un certo livello sia tutto scontato, ci vogliono comunque corsa, voglia, determinazione: senza questi ingredienti non decolli. E il mister ci sta battendo tanto su questo tasto e vedo la squadra che assorbe sempre qualcosa in più di quello che il mister gli trasmette. Anche a San Feliciano erano ben sei gli under in campo, ma anche se di giovane età l’atteggiamento era quello giusto”.

Le grandi squadre subiscono pochi tiri di solito: c’è un modo di diverso di allenare i portieri?

“In parte si. Quando sei in una squadra che lotta per obiettivi minori probabilmente subisci venti tiri a partita e quindi devi lavorare essenzialmente sull’aspetto fisico, l’attenzione è una conseguenza della assidua presenza avversaria dalle tue parti. Nel nostro caso invece è un po’ diverso, perchè magari devi scaricare tutta l’attenzone di 90′ in una sola palla e quindi occorre lavorare moltissimo su concentrazione ed attenzione, e su tanti dettagli che in questi casi sono fondamentali”.

Abbiamo notato che mister Santececca alterna molto i due portieri a disposizione, il giovane e l’esperto…

“E fa molto bene, sia Giunti che Palazzoli sono due grandi portieri, due veri portieri. Ed è un vantaggio poter contare su due portieri affidabili come loro. Con quota e sottoquota pronti a giocare può andare a incidere diversamente sulla squadra, è una grande risorsa”.

Ci svela qual è il segreto numero uno di un portiere?

Lavoro sia fisico che tecnico ovviamente, che poi riporti alla domenica, sul campo quando devi parare possibilmente tutto!”

Vagnuzzi Walter



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